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Pilastro 1 · Liberi professionisti

Quanto ti costerebbe avere torto?

C'è una domanda che quasi nessun professionista si è mai fatto davvero.
Non "ce l'ho?" — quella è la parte facile.
Ma "funziona quando serve?"

La differenza tra le due domande, a volte, vale molto più di quanto si pensi.

Quasi tutti i professionisti oggi hanno una copertura per la responsabilità civile professionale. È diventata obbligatoria per molte categorie, è richiesta dai clienti, fa parte del corredo standard. Ma c'è una differenza sottile — e molto costosa — tra avere una copertura e avere la copertura giusta.

Quello che ti propongo in questo articolo non è una lezione tecnica. È una serie di domande che dovresti essere in grado di rispondere senza andare a cercare il contratto. Se non riesci, vale la pena fermarsi cinque minuti.

Una copertura RC professionale nasce per tutelare il professionista dai danni che può causare a terzi nell'esercizio della propria attività. Fin qui, tutto chiaro. Il problema è che ogni contratto definisce un perimetro preciso — e ciò che sta fuori da quel perimetro non è coperto, indipendentemente da quanto hai pagato.

Le esclusioni più comuni, quelle che compaiono in quasi tutti i contratti:

  • Danni causati da dolo — cioè da un atto volontario e consapevole
  • Controversie sul compenso tra professionista e cliente
  • Danni causati da collaboratori non dichiarati in sede contrattuale
  • Attività svolte fuori dal territorio indicato nel contratto
  • Attività diverse da quelle indicate al momento della sottoscrizione — spesso la più insidiosa
Quest'ultima esclusione è quella che crea più sorprese. Se nel tempo hai ampliato o modificato le tue prestazioni, la copertura potrebbe non seguirti automaticamente.

Non servono competenze tecniche particolari. Servono il testo integrale del contratto — non la scheda riassuntiva, il testo integrale — e dieci minuti. Cerca questi tre elementi.

ElementoCosa verificare
Definizione di attività assicurataDeve rispecchiare esattamente ciò che fai oggi, non ciò che facevi quando hai firmato. Se hai aggiunto servizi o cambiato clientela, verifica che il contratto sia aggiornato.
Massimale per sinistro e aggregato annuoSono i tetti oltre i quali la compagnia non interviene. Devono essere proporzionati al tipo di clienti che servi e al valore economico dei danni che potresti causare — non a quello che costava di meno al momento della firma.
Regime temporaleClaims made o loss occurrence: nel primo conta quando viene presentata la richiesta di risarcimento, nel secondo quando si è verificato il fatto. La differenza è rilevante soprattutto se hai cambiato contratto negli ultimi anni.

Se uno solo di questi tre elementi non corrisponde alla tua situazione attuale, hai già un buon motivo per fare una verifica.

Un consulente che aggiunge un servizio di formazione. Un medico che inizia a operare anche in una struttura privata. Un avvocato che amplia le aree di pratica. Un commercialista che si mette a fare anche da revisore.

Ogni cambiamento significativo nell'attività professionale dovrebbe essere comunicato per iscritto a chi gestisce la tua copertura. Se non è stato fatto, al momento di un sinistro la compagnia potrebbe contestare la corrispondenza tra ciò che è dichiarato e ciò che stavi facendo realmente.

Non è mala fede. Di solito è semplice dimenticanza — la stessa che si accumula rinnovo dopo rinnovo, finché un contratto stipulato cinque anni fa descrive un professionista che non esiste più.

La comunicazione tardiva di una variazione sostanziale può essere sufficiente, in alcuni casi, a giustificare il rifiuto del risarcimento. Conviene verificare prima, non dopo.

Il massimale non è una cifra da scegliere per intuito o per abitudine. È il punto oltre il quale smette di funzionare — e il danno eccedente rimane a tuo carico. Per capire se è adeguato, servono tre domande concrete.

VariabileDomanda da porsi
Tipologia di clientiLavori con privati, aziende o enti pubblici? Qual è il valore economico delle operazioni in cui la tua consulenza entra?
Tipo di prestazioneEmetti pareri vincolanti? Gestisci patrimoni o risorse altrui? Assisti in operazioni complesse dove un errore ha effetti a cascata?
Rischio di settoreCi sono stati sinistri rilevanti nella tua categoria? Qual è il danno tipico contestato ai tuoi colleghi in sede giudiziale?

Un massimale di 250.000 euro può essere più che sufficiente per chi lavora con clientela privata su prestazioni di routine. Può essere del tutto insufficiente per chi assiste aziende in operazioni dove un errore vale cinque volte tanto.

La misura giusta non è quella che costa meno. È quella che copre il danno reale.

Quando un professionista arriva da me con una contestazione in corso, la prima cosa che faccio è leggere il contratto che ha firmato — spesso anni prima, spesso senza averlo riletto da allora.

A volte la copertura c'è, ed è sufficiente. Quella è la situazione ideale. Altre volte c'è uno scarto — tra ciò che il professionista pensava fosse coperto e ciò che il contratto prevede davvero.

Quello scarto, scoperto nel momento sbagliato, ha un costo. Verificarlo nel momento giusto, invece, non costa nulla.

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