Il rischio che non vedi · 01 / 05
Prima di qualsiasi decisione sulla protezione della propria famiglia, c'è un passaggio che quasi nessuno fa: calcolare quanto vale economicamente il proprio contributo. Non in modo sentimentale — in modo numerico. Perché è da quel numero che dipende la dimensione reale di qualsiasi protezione abbia senso considerare.
L'intuizione comune — "ho una famiglia, mi serve una copertura" — è giusta nella direzione ma troppo vaga per portare a scelte concrete. Il punto di partenza è una stima del valore economico del proprio ruolo, costruita su dati reali e non su percezioni.
Il capitale umano residuo è il valore attuale di tutti i redditi futuri che una persona produrrà fino alla pensione, scontati al tasso di inflazione o di rendimento di riferimento. È il numero che risponde alla domanda: quanto varresti economicamente se ti trasformassi in un'obbligazione che paga cedole annue fino alla pensione?
Esempio semplificato per chi ha 40 anni e un reddito netto di 3.000 euro mensili (36.000 euro/anno), con pensione a 67 anni:
| Anni al pensionamento | Reddito annuo netto | Capitale umano residuo (lordo) |
|---|---|---|
| 27 anni | 36.000 € | ~972.000 € |
| Valore attualizzato al 2% annuo: circa 740.000 € | ||
Questo numero non è una curiosità astratta: è la misura di cosa perderebbe la famiglia se quella persona non potesse più lavorare — per malattia, invalidità o decesso.
Il reddito da lavoro è solo una parte del contributo economico di un capofamiglia. C'è un secondo componente che quasi mai viene considerato: il valore del lavoro domestico e di cura.
Se uno dei due genitori non lavora o lavora part-time per occuparsi dei figli e della casa, il valore economico del suo contributo è reale — ma invisibile finché non si deve sostituirlo con servizi a pagamento:
Moltiplicato per le ore settimanali e per gli anni in cui questo contributo sarebbe necessario, si ottiene un secondo numero significativo da aggiungere al capitale umano da proteggere.
Oltre al reddito da proteggere, occorre mappare i carichi fissi che la famiglia ha assunto — quelli che continuerebbero anche in assenza del capofamiglia:
La somma di questi carichi dà la misura del "buco" che si aprirebbe in caso di eventi avversi — e quindi della dimensione della protezione che ha senso costruire.
Il valore economico del proprio ruolo familiare non è un fine in sé — è uno strumento per rispondere a domande pratiche:
Solo rispondendo a queste domande con numeri reali si può valutare se e dove c'è un gap da colmare — e di che dimensione.
Possiamo costruire insieme una stima precisa — reddito futuro, carichi fissi, gap di protezione — e capire da dove ha senso partire.
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